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10 Febbraio 2026 - 21:08
ALLUMIERE – Il 14 giugno 2026 Allumiere si fermerà per guardarsi indietro e, insieme, per guardare avanti. In quella data il Comune celebrerà i duecento anni dalla sua istituzione e l’amministrazione comunale è già al lavoro per costruire un calendario di iniziative che accompagni la comunità verso un anniversario dal forte valore simbolico. Non solo una cerimonia, ma un percorso fatto di incontri, momenti di approfondimento, eventi culturali e occasioni di condivisione, pensati per coinvolgere il paese in un racconto collettivo della propria storia. «Vogliamo che il bicentenario non sia una semplice celebrazione formale, ma un’occasione per ritrovarci come comunità - sottolinea il sindaco Luigi Landi - duecento anni di storia comunale non sono un traguardo scontato: raccontano le difficoltà attraversate, le scelte compiute e il senso di appartenenza che, nel tempo, ha tenuto insieme Allumiere». A offrire la trama storica di questo lungo percorso è il professor Dante Simonetto, storico del paese, il quale ha ricostruito le tappe fondamentali della nascita del Comune e della sua evoluzione nei diversi passaggi istituzionali. La sua ricerca riporta Allumiere all’Ottocento, quando la comunità ottenne il riconoscimento come Comune autonomo, avviando un cammino di autogoverno in un contesto complesso, segnato da equilibri amministrativi ed economici fragili. «La nascita del Comune non fu un atto improvviso, ma l’esito di un processo lento e faticoso - ricorda il professor Simonetto - in cui si intrecciarono esigenze concrete della popolazione e scelte politiche che modificarono assetti consolidati». I primi anni furono segnati da confronti difficili con i territori vicini, dalla necessità di definire confini e competenze, di organizzare servizi essenziali e di affrontare risorse limitate. «Diventare Comune – osserva ancora Simonetto – significò per Allumiere assumersi una responsabilità nuova: governare il proprio territorio in un momento storico in cui nulla era davvero semplice». In quelle prove iniziali si è forgiata una parte importante dell’identità civica del paese.Nel corso del tempo, la storia dell’ente locale si è intrecciata con le grandi svolte della storia nazionale. Il passaggio dallo Stato pontificio al Regno d’Italia, le trasformazioni sociali del primo Novecento, l’interruzione della vita democratica durante il ventennio fascista e il lungo periodo di commissariamento segnarono profondamente anche la vita amministrativa di Allumiere. «Le istituzioni locali hanno risentito delle fratture della storia italiana», spiega Simonetto, «ma la comunità ha sempre trovato il modo di ricostruire un legame tra cittadini e governo del territorio». Il ritorno alla democrazia nel secondo dopoguerra aprì una nuova stagione di partecipazione e rappresentanza. Un passaggio che, per il sindaco Landi, è centrale nel significato stesso del bicentenario: «Ricordare la nascita del Comune vuol dire ricordare anche il valore della democrazia locale. Le istituzioni hanno senso solo se sono vive, se parlano alle persone e se le persone si riconoscono in esse».Le celebrazioni in programma per il 2026 – costruite dall’amministrazione comunale insieme alle realtà culturali e associative del territorio – vogliono proprio restituire questo intreccio tra storia e vita quotidiana. «Il nostro obiettivo – conclude Landi – è fare del bicentenario un momento di memoria condivisa, soprattutto per i più giovani. Conoscere da dove veniamo aiuta a capire meglio dove vogliamo andare».Due secoli dopo la nascita del Comune, Allumiere si prepara così a trasformare un anniversario in un’occasione di consapevolezza collettiva. Un tempo in cui la memoria non resta chiusa negli archivi, ma torna a essere parola viva, racconto, identità. Una storia che continua e che, a partire dal 14 giugno 2026, chiede di essere ancora una volta raccontata insieme.
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