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Parterre d’eccezione alla presentazione del libro di Anna Maria Travagliati

Parterre d’eccezione alla presentazione del libro di Anna Maria Travagliati

TOLFA - In un tempo in cui l’immagine corre più veloce del pensiero e la connessione digitale spesso non coincide con una vera relazione umana, parlare di bellezza può sembrare un lusso e, invece, a Roma, la presentazione del libro “Le luci della bellezza. A chi il peccato del suo occultamento?” di Anna Maria Travagliati ha dimostrato che la bellezza è oggi una necessità culturale, quasi una forma di resistenza civile. La sala del Pio Sodalizio dei Piceni era gremita di pubblico per un incontro che ha superato i confini della semplice presentazione editoriale, trasformandosi in un momento di confronto sul nostro presente. Accanto alla bellissima e bravissima autrice Anna Maria Travagliati sono intervenuti il poeta e scrittore Davide Rondoni, lo psicologo e saggista Salvo Noè, la sindaca di Tolfa Stefania Bentivoglio e l’editore Andrea Jacometti per Armando Editore, una delle case editrici storiche del panorama italiano. Un parterre autorevole che ha dato profondità al dibattito, intrecciando letteratura, psicologia, riflessione sociale e impegno istituzionale. Visibilmente emozionata e soddisfatta per la grande affluenza, la modella, giornalista e scrittrice Travagliati ha dichiarato: «Ho sentito il dovere di analizzare l’epoca che stiamo vivendo, uno spaccato di storia contemporanea caratterizzato dalla comparsa invadente dei social network. Cerco di offrire una soluzione. Quale? Educazione alla bellezza. Per imparare a riconoscerla, per trasmettere la sua forza agli altri e per crearne di nuova perchè dove arrivano i disegni del bello scompaiono gli scarabocchi dalla vita dell’uomo. Per dare una forma più finita al concetto del bello educativo ho posto una domanda a chi, con la sua arte professionistica, conosce la strada per aggiungere al trattato la chiarezza forgiata dalla forza dell’esperienza: Licia Colò, Giovanni Gastel, Liliana Cosi, Sergio Bambaren, Davide Rondoni, Pupi Avati, Mario Botta e Albano Carrisi. Il lavoro esamina, inoltre, l’influenza che i social network esercitano e per questo tema ho intervistato il professore Paolo Crepet mentre, per porre la differenza tra i giovani di oggi e quelli degli anni ’60, la voce autorevole di Enrico Vanzina». Nel suo intervento la sindaca Bentivoglio ha proposto una lettura culturale del libro, richiamando il pensiero di Rousseau e il realismo di Verga per riflettere sul tema del limite del progresso: «Come gli autori del passato si interrogavano sugli effetti della modernità sull’uomo, così oggi – ha sottolineato – il volume di Anna Maria Tr avagliati invita a interrogarsi sull’impatto dei social media, che promettono connessione ma spesso producono solitudine e impoverimento dello sguardo sul mondo». Il cuore del libro è proprio questo: una critica lucida all’epoca dell’iperconnessione, accompagnata però da una proposta costruttiva. Anna Maria Travagliati non si limita a denunciare le derive del presente, ma indica una strada possibile: educare alla bellezza, recuperare uno sguardo capace di riconoscerla, di trasmetterla e perfino di generarla. Un’educazione che non riguarda solo l’arte, ma il modo di vivere, di relazionarsi, di abitare il proprio tempo. Su questo punto si è inserita anche la riflessione di Davide Rondoni, che ha richiamato il valore della bellezza come esperienza viva, capace di “svegliare” l’uomo e di invitarlo a guardare la realtà con maggiore nobiltà interiore. Salvo Noè ha invece posto l’accento sulle conseguenze psicologiche di una società sempre più individualista, in cui i social network, se non governati con consapevolezza, rischiano di alimentare isolamento e fragilità emotiva. A rendere ancora più significativa la serata la presenza in sala di numerose personalità del mondo culturale, istituzionale e mediatico, tra cui Licia Colò, figura simbolo della divulgazione e del racconto della bellezza del mondo. Una presenza che ha idealmente rafforzato il messaggio del libro: la bellezza non è un concetto astratto, ma qualcosa che si incontra, si narra, si condivide. La serata è stata impreziosita anche dagli interventi musicali della violinista Mariana Dudnic, che hanno contribuito a creare un’atmosfera coerente con lo spirito dell’incontro. L’imperdibile libro di Anna Maria Travagliati, già approdato in contesti televisivi e in rassegne letterarie di rilievo, si presenta così come un piccolo manifesto culturale del nostro tempo. In un’epoca che sembra aver smarrito il senso del limite, della profondità e della cura dello sguardo “Le luci della bellezza” propone di imparare di nuovo a riconoscere ciò che è bello, autentico, umano. Un esercizio che, oggi più che mai, non è evasione, ma responsabilità.

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