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17 Febbraio 2026 - 15:08
CIVITAVECCHIA – «La partecipazione vista è un patrimonio straordinario che non può disperdersi. Al contrario, va moltiplicata. Dobbiamo trasformare questa energia in un coinvolgimento esponenziale dell’intera cittadinanza, informando, spiegando, parlando con ogni quartiere, ogni famiglia, ogni lavoratore. Questa battaglia non può restare confinata a una parte della città: deve diventare patrimonio collettivo». È la lettura che Noi progressisti-Pd Civitavecchia fa dell’assemblea, molto partecipata, di giovedì scorso ancora sulla questione “biodigestore”. «Sentiamo il dovere politico di sintetizzare con chiarezza la nostra posizione e, soprattutto, le azioni concrete che riteniamo necessarie per contrastare la realizzazione del biodigestore a Civitavecchia – spiegano – le informazioni scientifiche e sanitarie illustrate dal dottor Mocci sui rischi e sulla nocività di questo tipo di impianto devono essere tradotte in uno strumento chiaro e accessibile. Proponiamo la realizzazione di un volantino informativo da distribuire capillarmente: nelle scuole, nelle piazze, nei mercati, nei quartieri. Serve un’operazione di verità e consapevolezza. La cittadinanza deve sapere. Il passo successivo deve essere la convocazione di un Consiglio Comunale aperto. L’Aula Pucci deve essere piena, stracolma, con la cittadinanza presente anche all’esterno, dotando l’area di amplificazione affinché nessuna voce resti fuori. Le istituzioni devono guardare negli occhi la città».
In quel Consiglio Comunale aperto, secondo il gruppo dem, «maggioranza e opposizione devono assumersi una responsabilità storica: esprimere una posizione di netta contrarietà al biodigestore, senza ambiguità e senza tentennamenti. Servono decisioni inequivocabili – aggiungono – e un percorso chiaro per evitare l’ennesima servitù imposta al nostro territorio. L’amministrazione comunale deve mettersi in testa che da questa battaglia non si può restare neutrali: bisogna capire con chiarezza chi sta con e chi sta contro il biodigestore. Non sono più possibili ambiguità o posizioni attendiste. La città chiede scelte nette. A quel Consiglio devono essere formalmente invitati i consiglieri regionali del territorio e la Commissaria Straordinaria nonché vicepresidente della Regione Lazio, Angelilli. Tutti devono assumersi la responsabilità politica davanti alla città. Allo stesso tempo è fondamentale mantenere la compattezza del fronte dei comitati contrari al biodigestore. Se ci si frantuma, se ci si divide, si fa il gioco dei potenti e dei padroni. L’unità è la condizione indispensabile per essere credibili, forti ed efficaci. Noi Progressisti PD Civitavecchia crediamo che questa sia una battaglia di giustizia ambientale e sociale. Civitavecchia ha già pagato troppo in termini di servitù energetiche e industriali. Non accetteremo che continui a essere considerata un territorio sacrificabile. Le mobilitazioni, le analisi tecniche, gli strumenti istituzionali sono importanti. Ma oggi – concludono – servono soprattutto chiarezza, coraggio e scelte nette. Queste, a nostro avviso, sono le azioni concrete da mettere in campo subito. Il resto sono parole. Civitavecchia merita rispetto».
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