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Cuore, la metà dei rischi si può prevenire

Cuore, la metà dei rischi si può prevenire

CIVITAVECCHIA – Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte a livello mondiale e costituiscono un sostanziale onere sociale , economico e sanitario.

Circa il 50% del carico globale delle malattie cardiovascolari è dovuto a cinque fattori di rischio modificabili : pressione sistolica, colesterolo non HDL, indice di massa corporea ( peso diviso per il quadrato dell’altezza in metri ), diabete ed abitudine tabagica.

Ciò sta a significare che circa il 50% delle malattie cardiovascolari potrebbe essere prevenuto con una effettiva gestione di questi fattori di rischio.

In un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine i ricercatori hanno cercato di analizzare il contributo di questi fattori di rischio come causa di malattia cardiovascolare e di morte in soggetti, uomini e donne, che presentavano tali fattori rispetto a chi non li presentava. Allo stesso tempo si è analizzato l’effetto di una efficace gestione di tali fattori nella eventuale riduzione del rischio nei soggetti affetti. Lo studio è stato effettuato valutando i dati di una numerosa popolazione su scala mondiale sulla base dei quali si è evidenziato che prendendo come riferimento l’età di 50 anni :

nei soggetti che non presentavano i fattori di rischio definiti nello studio era presente , prima dell’età di 90 anni, un rischio di malattia cardiovascolare stimato intorno al 13 % nelle donne ed al 21 % negli uomini.

Nei soggetti che avevano tutti e cinque i fattori di rischio tale valore era del 24 % nelle donne e del 38% negli uomini il rischio stimato di morte prima dei 90 anni di età era del 53 % tra le donne e del 68 % negli uomini senza i fattori di rischio mentre era dell ‘88% nelle donne e del 94% negli uomini che presentavano tutti e cinque i fattori di rischio

Tradotto in termini di anni, il numero stimato di ulteriori anni liberi da malattie cardiovascolari era di 13.3 nelle donne e di 10.6 per gli uomini ,mentre la stima degli ulteriori anni di vita guadagnati era di 14.5 nelle donne e di 11.8 negli uomini senza fattori di rischio.

Con riferimento a singoli fattori di rischio, l’assenza del diabete era associata ad una differenza nella comparsa di malattie cardiovascolari di 4.7 anni nelle donne e 4.2 anni negli uomini , l’assenza del fumo con una differenza di 5.5 anni nelle donne e di 4.8 anni negli uomini.

Per quanto concerne la mortalità, l’assenza di diabete comportava un guadagno di 6.4 anni per le donne e di 5.8 per gli uomini mentre l’assenza di fumo era associata con una differenza di 5.6 anni nelle donne e di 5.1 per gli uomini.

Questi dati ricavati da soggetti di 39 paesi in 6 continenti , pur con le problematiche relative alla complessità delle analisi statistiche utilizzate, evidenziano da una parte il ruolo dei 5 fattori di rischio presi in esame nella genesi di malattie cardiovascolari e di aumento della mortalità e , dall’altra parte, l’importanza della loro prevenzione e dell’eventuale loro trattamento per la riduzione di mortalità e patologie cardiovascolari.

Non va, infine, sottovalutata l’importanza ai fini della prevenzione del rischio cardiovascolare di altri fattori fra i quali una adeguata attività fisica , una appropriata nutrizione ed un buono stato di salute mentale .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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