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17 Febbraio 2026 - 15:08
TOLFA - Tolfa ha vissuto, domenica pomeriggio, una delle giornate più belle, partecipate e simbolicamente forti del suo calendario di eventi, trasformandosi in un grande palcoscenico a cielo aperto per la 30ª edizione della sfilata dei carri allegorici di Carnevale. Un appuntamento ormai storico che continua a rinnovarsi senza perdere il suo spirito originario: quello di una festa popolare costruita dal basso, con il contributo di centinaia di persone, capace di coinvolgere l’intera comunità e di attrarre anche tanti visitatori dai centri limitrofi. Le vie del paese si sono riempite di musica, coriandoli, colori, risate e applausi. Quattro carri allegorici di grande impatto visivo, accompagnati da molte comparse con abiti originali, creativi e curati nei minimi dettagli, hanno attraversato il centro storico tra ali di folla festante, fino a raggiungere la piazza principale, cuore pulsante della manifestazione, dove la festa è poi proseguita per ore tra musica, balli, animazione e momenti di convivialità. L’arrivo dei carri in piazza ha rappresentato non solo il momento culminante della sfilata, ma anche un simbolico abbraccio collettivo tra chi aveva lavorato per mesi dietro le quinte e chi, quel lavoro, lo stava celebrando da spettatore, restituendo agli organizzatori il senso più autentico del loro impegno.
Dietro lo spettacolo, come sempre, c’è stato il lavoro silenzioso ma fondamentale di un intero paese. Falegnami improvvisati, saldatori, carpentieri, pittori, scenografi, sarte, truccatrici, parrucchiere, coreografi, musicisti, autisti dei trattori e dei pianali, volontari impegnati nella viabilità, nel servizio d’ordine e nella sicurezza, cittadini scesi in strada per partecipare e applaudire, altri ancora rimasti fino a sera per ripulire: una lunga catena di persone, competenze e generosità che ha reso possibile la riuscita dell’evento. Una macchina organizzativa complessa, costruita quasi interamente sul volontariato e sul senso di appartenenza che dimostra come la forza delle piccole comunità risieda proprio nella capacità di fare rete e di trasformare l’impegno individuale in un risultato collettivo. La manifestazione è stata promossa dal Comune di Tolfa in collaborazione con la Pro Loco e con le associazioni del paese. Quella dei carri allegorici è una tradizione che affonda le radici in una memoria molto più antica legata ai “giovedì grasso” organizzati, in passato, dalla sezione femminile della Croce Rossa. Un Carnevale che negli anni ha saputo rinnovarsi senza perdere la sua anima popolare, artigianale e profondamente comunitaria. Ad aprire la sfilata è stato il suggestivo gruppo dei balli dell’Ottocento, con i suoi eleganti abiti d’epoca e le coreografie d’altri tempi, capace di trasportare il pubblico in un’atmosfera sospesa tra memoria storica e teatralità.
Subito dopo, secondo l’ordine d’uscita sorteggiato in mattinata, hanno fatto il loro ingresso i carri allegorici, ciascuno con una propria cifra narrativa e stilistica, ma tutti accomunati da una grande cura artigianale e da un forte coinvolgimento emotivo dei partecipanti. Il carro della Banda ha ricreato il magico mondo di “The Circus”, trasformando la strada in un vero e proprio tendone circense itinerante. Dal carro prendevano vita personaggi e animali fantastici: una giraffa altissima, una scimmietta dispettosa, un leone maestoso, un coccodrillo curioso, fino a un imponente elefante che ha strappato sorrisi e stupore, soprattutto tra i più piccoli.
Ad aprire la parata, le coreografie del Centro Artistico di Balletto di Marilena Ravaioli, con una squadra di pagliacci danzanti che ha portato ritmo, colore ed energia lungo tutto il percorso. A dominare la scena, l’iconica figura della regina del circo, Moira Orfei (interpretata dalla sindaca Stefania Bentivoglio), accompagnata dal rullo dei tamburi e da una costellazione di personaggi tipici dell’immaginario circense: l’uomo cannone, i forzuti, i mimi, i domatori, i trapezisti, i maghi, fino alla donna barbuta. A chiudere idealmente questo mondo fantastico, l’ultimo carretto, forse il più amato dai bambini: popcorn, zucchero filato e dolciumi, simbolo perfetto di un Carnevale pensato per far sorridere grandi e piccini. Più cupo e simbolicamente potente il carro del megagruppo Panico Paura che hanno scelto di rappresentare la dicotomia “Angeli e Demoni” e la lotta eterna tra bene e male. Un progetto complesso, nato e realizzato in tempi strettissimi, che ha richiesto uno sforzo organizzativo notevole e un’intensa fase di lavoro collettivo, spesso concentrata nei fine settimana e nelle fredde, piovose giornate invernali. Il risultato è stato un impatto scenico forte: ali bianche e ali nere che si fronteggiavano, si cercavano, si sfidavano e, al tempo stesso, danzavano e suonavano insieme. Una rappresentazione suggestiva della dualità che attraversa ogni essere umano, della tensione costante tra istinto e coscienza, tra luce e ombra. A guidare questo “esercito” surreale, un’entità superiore rivisitata in chiave ironica e carismatica, capace di alleggerire il tema senza banalizzarlo e di coinvolgere il pubblico in una riflessione. A completare lqa sfilata il carro del Gruppo Scout di Tolfa dedicato al mondo degli scacchi interpretato come viaggio onirico e metaforico dentro le dinamiche della scelta, della strategia e della responsabilità. Una grande scacchiera in movimento ha preso forma lungo le strade del paese, con pedoni, torri, alfieri, cavalli, re e regina trasformati in maschere artigianali, interamente realizzate a mano. Un progetto corale che ha coinvolto capi, ragazzi, bambini, genitori, simpatizzanti e operatori del Polo Culturale, in un percorso di costruzione condivisa che ha unito competenze tecniche, creatività e visione educativa. Le figure degli scacchi sono diventate così metafora delle “scacchiere interiori” di ciascuno, degli ingranaggi mentali che guidano le decisioni, del delicato equilibrio tra logica e intuizione che accompagna ogni scelta della vita quotidiana.
L’arrivo dei carri in piazza ha segnato il momento culminante della giornata. Dal palco, la sindaca Stefania Bentivoglio, insieme alla vicesindaca Laura Pennesi e al consigliere Tiziano Tedesco, hanno ringraziato pubblicamente e premiato i gruppi partecipanti, sottolineando il valore del lavoro di squadra, dello spirito di comunità e dell’impegno dei volontari che, spesso lontano dai riflettori, rendono possibile la riuscita di manifestazioni di questa portata. Fondamentale per la buona riuscita della manifestazione è stato anche il lavoro svolto sul fronte della sicurezza e dell’ordine pubblico. Un plauso particolare va alla Protezione Civile, alla Polizia Locale, ai Carabinieri e alla Croce Rossa che hanno garantito lo svolgimento della sfilata lungo tutto il percorso e nelle aree di maggiore afflusso. Il successo della manifestazione rappresenta una vera e propria scommessa vinta per il Comune di Tolfa e per l’intero tessuto associativo. Pensare che un piccolo centro di meno di 5.000 abitanti riesca a muovere una macchina organizzativa così articolata, a coinvolgere centinaia di persone e a offrire uno spettacolo di qualità è, di per sé, un risultato significativo. Una vittoria dell’amministrazione comunale, che ha creduto e investito su questo evento, ma anche una vittoria del paese nel suo insieme, che ha risposto con entusiasmo, partecipazione e senso di responsabilità. Una scommessa vinta, e vinta ancora, che consegna alla comunità la consapevolezza di poter costruire insieme eventi di grande valore sociale, culturale e identitario. L’amministrazione comunale ringrazia la Rete d’Impresa dei Commercianti che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. La 30ª edizione della sfilata dei carri allegorici va così in archivio come un’altra tappa di un percorso di crescita continua, che guarda già al futuro con fiducia. Un’edizione che entra idealmente “in cantiere” già da domani, perché il Carnevale di Tolfa non è solo un evento che si consuma in un pomeriggio di festa, ma un processo che dura mesi, fatto di idee, riunioni, notti di lavoro nei capannoni, risate, discussioni, fatica e soddisfazioni. Un Carnevale che, ancora una volta, ha saputo far divertire grandi e piccini, restituendo al paese il gusto dello stare insieme e la forza di una comunità che, quando decide di mettersi in gioco, riesce davvero a fare cose grandi.
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