Cerca
13 Gennaio 2026 - 12:08
CIVITAVECCHIA – La sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso contro il biodigestore di Ambyenta Lazio continua a tenere acceso il dibattito politico non solo sul futuro dell’impianto, ma anche sulle responsabilità amministrative e sulle scelte compiute negli ultimi anni. Al centro della discussione l’interpretazione di un passaggio chiave della decisione dei giudici di Palazzo Spada.
Secondo il Partito democratico, la sentenza chiarisce in modo esplicito che l’autorizzazione unica per l’impianto di biometano, rilasciata il 12 ottobre 2022, non sarebbe mai stata impugnata dal Comune. Un elemento decisivo, perché proprio quell’atto – spiegano – ha prodotto la variante urbanistica, superando di fatto il Piano per gli insediamenti produttivi. «Se il Comune riteneva che l’interesse pubblico sotteso all’attuazione del PIP dovesse ritenersi prevalente – citano dalla sentenza – avrebbe dovuto tempestivamente impugnare l’autorizzazione unica. In assenza di una tale impugnazione non può contestare la mancata attuazione del programma originario». Per il Pd, dunque, pareri contrari e dichiarazioni politiche non hanno avuto alcun valore giuridico, mentre la successiva variante al PRG e la dichiarazione di decadenza del 2023 sono state giudicate tardive e illegittime. «Le responsabilità dell’esito di oggi – sostengono – stanno quindi nella mancata impugnazione del 2022».
Una lettura che viene però contestata duramente da Manuel Magliani, ex assessore all’Ambiente ed ex vicesindaco della giunta Tedesco (nella foto). «Ai signori del Pd che scrivono falsità rappresento che il ricorso avverso l’autorizzazione unica integrata del biodigestore è stato svolto», replica, secondo cui la sentenza del Consiglio di Stato si baserebbe su un presupposto non veritiero. «Contrariamente a quanto scritto nella sentenza del Consiglio di stato - spiega infatti l’avvocato Magliani - il comune di Civitavecchia nel 2022 impugnò tutti gli atti emessi a seguito della conferenza dei servizi indetta dalla regione Lazio per l'autorizzazione del progetto relativo al biodigestore. Suggerisco all'amministrazione di valutare la possibilità di agire per la revocazione della sentenza sulla scorta degli atti che sono a disposizione dell'avvocatura comunale e del prof. Michetti che allora difendeva il comune. Invece di fare scaricabarile sarebbe questo un tentativo concreto di contrastare questo progetto ammesso che il Pd lo voglia veramente o se viceversa si accontenta di fare un semplice ed infondato scaricabarile».
Sul piano politico intervengono anche i Giovani Democratici, che pur prendendo atto della decisione del Consiglio di Stato ribadiscono la necessità di un confronto aperto con la città. L’impianto, da circa 120 mila tonnellate annue di rifiuti organici, viene giudicato incompatibile con un territorio già segnato da un elevato carico ambientale e sociale. Tra le criticità evidenziate: l’aumento del traffico pesante, le emissioni odorigene, i potenziali rischi per la salute e la percezione di decisioni calate dall’alto. «La partita non è chiusa – sottolineano – la transizione ecologica deve essere reale, condivisa e sostenibile».
Ancora più netta la posizione di Rifondazione Comunista e Civitavecchia Popolare, che respingono l’idea che una sentenza possa imporre un modello di sviluppo ritenuto estraneo alle reali esigenze del territorio. Il megabiodigestore, spiegano, risponde principalmente alla logica del profitto, a fronte di una produzione locale di rifiuti organici di gran lunga inferiore alla capacità dell’impianto. No anche a una riduzione della taglia: l’unica alternativa ritenuta compatibile è un piccolo impianto di compostaggio aerobico, dimensionato sui bisogni del comprensorio. Intanto, l’opposizione si traduce anche in mobilitazione: Rifondazione ha annunciato un’assemblea pubblica per giovedì 15 gennaio alle ore 18, nella sede di via delle Case Nuove, accanto al cinema Royal, per discutere con cittadini e associazioni delle forme di contrasto al progetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Edicola digitale
I più letti
QUOTIDIANO LA PROVINCIA
Editore: EDITORIALE LA PROVINCIA Soc. Coop., c.f. 09106271001 - Reg. Tribunale di Civitavecchia n°14/05 - ISSN 2038-5005 Redazione: Via Annovazzi, 15 - 00053 Civitavecchia. Tel. 0766.503027 - Fax 0766.581316 - Direttore Responsabile ALESSANDRA ROSATI - Testata beneficiaria dei contributi per l'editoria D.Lgs. 70/2017 - Soggetto deputato al trattamento dei dati personali: Cristiana Mori - La riproduzione di tutti i contenuti del sito è vietata senza il consenso scritto dell'editore