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Saldi, domani si parte con tutti i dubbi di un’iniziativa da rivedere

Saldi, domani si parte con tutti i dubbi di un’iniziativa da rivedere

CIVITAVECCHIA – Da domani a Civitavecchia, come in tutto il Lazio, partirà la stagione invernale dei saldi. Il via libera del 3 gennaio è stato fissato dalla Regione a fine novembre, con una finestra massima di sei settimane consecutive per le vendite di fine stagione.

Per i consumatori sarà l’occasione per acquistare capi e calzature a prezzi ribassati dopo il periodo natalizio, mentre per i negozi rappresenta un passaggio cruciale per smaltire le rimanenze e fare cassa in un contesto economico ancora complesso.

Restano valide le regole del Testo unico del commercio: vietate le promozioni nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi.

Secondo quanto emerge dall’indagine “Saldi Invernali 2026 – Analisi dei comportamenti d’acquisto dei consumatori”, realizzata da Confcommercio Roma in collaborazione con Format Research, con il contributo della Camera di Commercio di Roma i consumatori romani mostrano un atteggiamento più prudente rispetto allo scorso anno, pur confermando alcune tendenze ormai strutturali come la multicanalità e la centralità dell’abbigliamento.

Il 65,7% dei consumatori romani dichiara di voler effettuare acquisti durante i saldi, in lieve flessione rispetto al 69,2% registrato nel 2025. Parallelamente, cresce la quota di chi non approfitterà dei ribassi, che sale al 34,3% rispetto al 30,8% dello scorso anno. Le motivazioni principali restano legate all’incertezza economica: il 44,1% sta cercando di risparmiare, mentre il 32,5% segnala un peggioramento del bilancio familiare, valori sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno.

Dati che dovrebbero rispecchiare quelli locali ma la speranza è che possano migliorare. Un modello che secondo molti cittadini risulta obsoleto e che paga il pegno di iniziative come black friday o acquisti online al ribasso.

Dello stesso avviso l’ex Confcommercio Tullio Nunzi che scrive: «Che ormai i saldi soffrano un po’ di vecchiaia è un’affermazione scontata. Nati nel periodo fascista, assumono i connotati attuali verso la fine degli anni ’80. Sono ormai inadeguati alla situazione attuale e andrebbero rivisti, adeguati, rivisitati. Compressi tra il Black Friday e le offerte di pre-saldi o saldi anticipati, incidono limitatamente su una spesa e un budget ormai esangui. Eppure i saldi sono importanti nei bilanci di alcune tipologie di commercio: rappresentano tra il 20% e il 30% dei bilanci annuali. Per questo, in diverse città, le associazioni di categoria stimolano le amministrazioni per eventi straordinari: festa dei saldi, promozione del centro storico, trasporto pubblico locale gratuito, parcheggi gratuiti legati agli acquisti. A Civitavecchia forse potrebbero essere un’attrattiva per i crocieristi che visitano la città, ma al momento non vedo nessun tipo di promozione in tal senso. In un periodo di desertificazione commerciale, i Comuni, insieme alle associazioni, si impegnano per supportare un settore che garantisce lavoro, identità, luci e sicurezza. Comunque, i saldi hanno perso in gran parte quella che era la loro funzione e rischiano di essere trasformati in un semplice episodio di un periodo promozionale continuo, creando confusione nei consumatori e difficoltà per le imprese che rispettano le regole. In un periodo di commercio online, di situazione economica problematica, di difficoltà per il terziario, rivedere le regole sui saldi e sulle promozioni potrebbe garantire concorrenza leale e pluralismo distributivo. Ovviamente ascoltando le imprese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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