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Piazza Regina Margherita, perizia controcorrente per salvare gli alberi

Piazza Regina Margherita, perizia controcorrente per salvare gli alberi

CIVITAVECCHIA – Alla vigilia dell’abbattimento dei 16 lecci di piazza Regina Margherita (tre dei quali destinati al trapianto) arriva un appello netto dalla perizia firmata dal dottore forestale Franco Paolinelli, incaricato dal Comitato «Salviamo gli alberi».

Nel documento, redatto a poche ore dall’avvio dei lavori del restyling da 3 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, il tecnico invita Comune e Soprintendenza a fermarsi e a valutare con serietà l’ipotesi di una soluzione alternativa al taglio. L’alberata, ricorda, è composta da esemplari «fisiologicamente vitali», che potrebbero essere messi in sicurezza con interventi mirati di potatura e manutenzione, invece che con l’espianto.

IL SOPRALLUOGO – Dopo il sopralluogo del 23 il perito scrive: “I Quercus ilex: in termini fisiologici stanno tutti vegetando serenamente. Non si evidenziano tracce di seccume. Le chiome sono tutte rigogliose, salvo, forse, 1 o 2 elementi, con iniziali segni

di sofferenza. Si nota la presenza di tronchi con ferite, dovute ad impatti e potature

inappropriate. Ma il legno degradato appare asciutto. Ad ogni discontinuità vista corrisponde un processo di cicatrizzazione vitale.

Si notano corpi fruttiferi di funghi su un solo elemento arboreo. Se ne può dedurre che, nella gran parte dei casi, le carie non hanno portato ad un decadimento tale da determinare ingiallimenti e disseccamenti. Quindi, si può pensare che le carie siano già state compartimentate Paolinelli sottolinea come la «soluzione conservativa» avrebbe costi «molto più bassi» rispetto alla rimozione e al reimpianto e permetterebbe di destinare le risorse risparmiate al miglioramento della fruibilità della piazza. Il tecnico propone inoltre l’utilizzo di indagini avanzate – tomografie e prove di trazione – finora non eseguite, in grado di fornire ulteriori elementi oggettivi sullo stato di stabilità degli alberi”. E sul trapianto dice “Le dimensioni degli elementi arborei, quindi dei loro apparati radicali, l’interconnessione degli stessi, la compattazione del substrato ed anche la presenza della pavimentazione fino al colletto rendono la possibilità di un loro facile trapianto decisamente remota. Smantellare la pavimentazione e le strutture eventualmente adiacenti, senza danneggiare gli alberi ed i loro apparati radicali ed eventualmente le sotto strutture tecniche od i reperti archeologici eventualmente presenti, sarebbe, infatti, molto difficile, molto costoso, Le possibilità di un successivo attecchimento altrove ha, a mio avviso, scarsissime probabilità di successo. Peraltro, queste operazioni vengono fatte da operatori specializzati e richiedono interventi di scavo di trincee ripetuti in più annate. In letteratura, sopra tutto negli anni 90’, ho captato reports di operazioni di questo tipo. Ma fatte sugli olivi. Mai visto un report di trapianto di Lecci o di Olmi”.

LA RICHIESTA - Secondo la perizia, salvare i lecci significherebbe trasformare piazza Regina Margherita in un «PROGETTO PILOTA DIMOSTRATIVO», capace di generare ricadute «ambientali, sociali ed economiche e d’immagine» per il Comune.

La conclusione è un invito diretto all’amministrazione: «La Cittadinanza, l’Ambiente ed i Lecci ringrazierebbero. Le attività economiche ne beneficerebbero». Domani, salvo ripensamenti, piazza Regina Margherita sarà privata dei lecci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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