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«Mettere in sicurezza le cave dismesse, anche per bloccare il deposito di scorie nucleari»

«Mettere in sicurezza le cave dismesse, anche per bloccare il deposito di scorie nucleari»

Un piano per la messa in sicurezza, la tutela ambientale e il recupero delle cave dismesse della Tuscia, trasformandole da criticità a presidio di legalità e salute pubblica. È la proposta avanzata da Bengasi Battisti, consigliere comunale di Corchiano, che lancia un appello alla Provincia di Viterbo affinché si faccia promotrice di un'azione strutturata e ritenuta non più rinviabile.

Battisti sottolinea come l'abbandono di questi siti rappresenti un rischio concreto sotto molteplici aspetti: “Si rende improcrastinabile una proposta d'azione definitiva e riguardante le numerose cave dismesse che costellano il territorio, anche per una valida azione di contrasto alla sciagurata ipotesi di deposito scorie nucleari. Tali siti, se lasciati in stato di abbandono, rappresentano una vulnerabilità critica per la sicurezza dei cittadini e per l'integrità degli ecosistemi”.

La proposta si articola lungo tre direttrici d'intervento. La prima riguarda la conoscenza puntuale del fenomeno attraverso un “censimento accurato e georeferenziato. È indispensabile – afferma Battisti – istituire una task force provinciale per la realizzazione di un catasto analitico delle cave. Attraverso l'ausilio di rilievi con droni e tecnologie satellitari, occorre mappare ogni singola cavità, definendone lo stato di stabilità strutturale e il potenziale rischio di sversamenti illeciti. Solo una conoscenza capillare può permettere una pianificazione e una sorveglianza efficaci”.

Il secondo punto tocca uno degli aspetti più delicati per il territorio viterbese, quello delle risorse idriche: è lo studio del rapporto geologico con le falde acquifere. “Il sottosuolo della Tuscia – riporta Battisti – è un sistema complesso dove le cavità antropiche interagiscono direttamente con le risorse idriche sotterranee. Richiedo l'avvio di un monitoraggio idrogeologico sistematico per valutare la connessione tra i siti estrattivi dismessi e le falde acquifere. Dobbiamo impedire che queste ‘ferite’ nel terreno diventino veicoli di contaminazione per l'acqua che alimenta le nostre case e le nostre eccellenze agricole”.

La terza direttrice è quella del “vincolo assoluto di protezione e salute pubblica”, con una proposta di tutela stringente: “L'applicazione di un vincolo di protezione assoluto su tutte le cave che insistono sopra bacini idrici sensibili”. Una misura che, spiega Battisti, deve prevedere “il divieto totale di stoccaggio di qualsiasi tipologia di materiale non certificato”, l'attivazione di “piani di recupero ambientale che privilegino la rinaturalizzazione e il ripristino della biodiversità” e “un protocollo d'intesa con le forze dell'ordine per la sorveglianza costante contro il fenomeno delle discariche abusive”. Secondo Battisti, questo approccio avrebbe anche una valenza strategica più ampia: “L'attuazione di questo piano e l'imposizione di vincoli diffusi di protezione ambientale e idrogeologica assumono oggi un valore strategico ulteriore. Tale blindatura del territorio rappresenterebbe un valido e insuperabile argine tecnico-giuridico anche contro la folle ipotesi di localizzazione di un sito per le scorie nucleari nella nostra provincia. La fragilità del nostro sistema idrico, certificata da mappature aggiornate e vincoli stringenti, renderebbe il territorio della Tuscia oggettivamente inidoneo a ospitare depositi di rifiuti radioattivi, tutelando definitivamente il futuro delle prossime generazioni”. Battisti conclude ribadendo l'urgenza di un cambio di passo istituzionale, scrivendo al presidente della Provincia Alessandro Romoli: “La tutela dell'ambiente e della salute pubblica non può prescindere dalla bonifica e dal controllo di queste aree. Confido nella vostra sensibilità affinché la Provincia di Viterbo si faccia capofila di un modello di gestione del territorio che trasformi un rischio potenziale in un esempio di rigenerazione e sicurezza. Resto a disposizione per un incontro tecnico volto ad approfondire i dettagli della presente proposta”.

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