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03 Gennaio 2026 - 21:08
“Il bando di concorso pubblico indetto dalla Provincia di Latina per la copertura di un posto a tempo parziale e indeterminato di “Specialista dell’Informazione – Giornalista Professionista” solleva, ancora una volta, una questione grave e non più rinviabile: l’esclusione dei giornalisti pubblicisti dai concorsi pubblici, nonostante essi svolgano, per legge e per prassi consolidata, le medesime funzioni dei giornalisti professionisti”. Questa la considerazione di Nicola di Stefano del Gruppo Gino Falleri consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio.
"Il profilo descritto nel bando prevede attività di gestione e coordinamento dei processi di informazione e comunicazione istituzionale, organizzazione di conferenze stampa e interviste, gestione dei rapporti con le redazioni, utilizzo degli strumenti digitali e social, rispetto delle norme deontologiche della professione giornalistica e promozione dei collegamenti con gli organi di informazione. Mansioni che, nella realtà quotidiana delle redazioni e degli uffici stampa pubblici e privati, vengono svolte indistintamente sia da giornalisti professionisti sia da giornalisti pubblicisti, entrambi regolarmente iscritti all’Ordine dei Giornalisti e soggetti alle stesse regole, doveri e responsabilità”, prosegue Nicola di Stefano.
"Continuare a riservare l’accesso a questi concorsi ai soli giornalisti professionisti rappresenta una scelta profondamente scorretta e discriminatoria, che ignora la reale evoluzione della professione giornalistica e mortifica migliaia di pubblicisti che da anni operano nel settore dell’informazione, spesso proprio all’interno di enti pubblici, uffici stampa, testate giornalistiche e realtà istituzionali. La legge riconosce pari dignità ai giornalisti pubblicisti e professionisti: entrambi sono iscritti allo stesso Ordine, entrambi rispondono alle stesse norme deontologiche, entrambi producono informazione di interesse pubblico. Pretendere una distinzione rigida e ormai anacronistica nei bandi di concorso significa creare una barriera artificiale che non ha alcun fondamento nella qualità del lavoro svolto né nelle competenze richieste. È auspicabile che la Provincia di Latina, così come tutte le amministrazioni pubbliche, riveda criteri e requisiti di accesso a questi concorsi, adottando un approccio più equo, moderno e rispettoso della realtà professionale, garantendo pari opportunità a tutti i giornalisti iscritti all’Ordine, senza discriminazioni tra professionisti e pubblicisti. L’informazione istituzionale è un servizio pubblico essenziale e deve essere affidata alle competenze, non alle etichette”, conclude Nicola di Stefano
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