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Sharon Carminelli chiede chiarezza sulla gestione della Asl Roma 4

Sharon Carminelli chiede chiarezza sulla gestione della Asl Roma 4

TOLFA – Dopo l’allarme lanciato dalla FP CGIL di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo sulla carenza di personale e della riduzione dei servizi nella Asl Roma 4 interviene la consigliera comunale di opposizione di Tolfa Sharon Carminelli. «Da mesi la ASL Roma 4 è attraversata da scelte che stanno stravolgendo l’organizzazione del lavoro e l’erogazione dei servizi sanitari - spiega la consigliera Carminelli - la nuova dirigenza, nominata dalla Regione Lazio, ha avviato un processo fatto di tagli al personale, riorganizzazioni e riduzioni che colpiscono lavoratori e cittadini. Il caso degli amministrativi ACAPO è emblematico. A fronte di 69 lavoratori che da anni garantivano il funzionamento quotidiano degli uffici, il percorso di internalizzazione ha previsto appena 30 posti. Decine di persone hanno perso il lavoro, mentre le stesse mansioni continueranno a essere svolte con un organico più che dimezzato. Il principio dell’accesso tramite concorso pubblico è sacrosanto e non è in discussione. Ciò che sta sollevando più di un dubbio, sono le modalità concrete con cui questo concorso si è svolto. Una sola prova orale, della durata di pochi minuti, con domande descritte come estremamente semplici da chi le ha sostenute. Quasi tutti i candidati avrebbero risposto correttamente. Eppure, quella prova, rapidissima e apparentemente uniforme , valeva ben 60 punti su 100 complessivi. A far porre ulteriori domande è il fatto che nella graduatoria figurino candidati che risulterebbero legati da rapporti di parentela o affinità con esponenti politici dell’area che governa la Regione Lazio, la stessa che nomina i vertici delle aziende sanitarie. Nessuna accusa. Ma la trasparenza non può essere richiesta a colori politici alterni. Non dimentichiamo la battaglia per la “legalità “della ormai presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo. Lo stesso schema si ripropone in altri settori. Per gli OSS oltre la metà del personale rischia l’uscita dai servizi. Le archiviste, figure centrali per la digitalizzazione delle cartelle cliniche, pare abbiano concluso il rapporto di lavoro il 31 dicembre, con possibili ricadute dirette sull’attività dei reparti. Nel loro insieme, queste scelte delineano una direzione politica chiara: ridurre i costi comprimendo il lavoro e indebolendo progressivamente il servizio sanitario pubblico. La sanità è un diritto costituzionale e vive del lavoro quotidiano di chi la manda avanti. Per questo servono chiarimenti pubblici sulle scelte compiute. Significa difendere la salute dei cittadini. Su questo non possono esserci silenzi né ambiguità».

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