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«Difendere gli alberi di piazza Regina Margherita a Civitavecchia significa difendere la memoria e il futuro della città»

«Difendere gli alberi di piazza Regina Margherita a Civitavecchia significa difendere la memoria e il futuro della città»

CIVITAVECCHIA – Ribadiscono «con fermezza che è assolutamente possibile, dal punto di vista tecnico-scientifico, salvare tutti gli alberi di piazza Regina Margherita» e, in quest’ottica, confermano la disponibilità a collaborare con il Comune e la Soprintendenza «per trovare una soluzione condivisa». Che nella sostanza significa procedere con una modifica al progetto. La convinzione è netta: «Difendere gli alberi di piazza Regina Margherita significa difendere la memoria e il futuro della città».

Gli aderenti al comitato “Salviamo gli alberi” di Civitavecchia rispondono con vigore al sindaco Marco Piendibene. «Abbiamo ascoltato attentamente quanto dichiarato dal sindaco circa il progetto di ristrutturazione del mercato e il destino degli alberi di piazza Regina Margherita - spiegano - Spiace aver dovuto assistere ad una tale semplificazione delle nostre posizioni, a volte scaduta nella mistificazione e finanche nell’insulto, specie laddove si parla di invidie e vendette, che però non ci ha stupito in quanto naturale proseguimento dell’atteggiamento di chiusura opposto sin da subito alla richiesta di modifica del progetto avanzata oltre un anno fa».

«L’ABBATTIMENTO DEGLI ALBERI NON E’ L’UNICA SOLUZIONE»

«Ci teniamo, in prima istanza, a chiarire che non abbiamo mai contestato il principio della sicurezza, né ignorato le responsabilità dell’amministrazione - aggiungono dal comitato - ma, pur nella convinzione della necessità di riqualificazione di piazza Regina Margherita, abbiamo invece da subito contestato con fermezza la concezione iniziale di un simile progetto che, senza alcuna valutazione preventiva di carattere fitosanitario, ha semplicemente cancellato le alberature, l’assunto secondo cui l’abbattimento degli alberi sarebbe l’unica soluzione possibile e l’idea che ogni dissenso fosse privo di fondamento tecnico o giuridico».

«UN BENE STORICO DA TUTELARE»

«Gli alberi di piazza Regina Margherita costituiscono un bene pubblico storico, paesaggistico e ambientale, la cui eliminazione rappresenterebbe una perdita irreversibile per la città. Ridurre una questione di tale portata a un mero problema tecnico-amministrativo significa ignorarne la dimensione culturale, ecologica e sociale. La sospensione degli abbattimenti da parte della Soprintendenza conferma che la vicenda è estremamente delicata ed impone cautela, necessità di approfondimento e verifica degli interventi di tutela possibili. Le perizie richiamate dall’amministrazione, pur autorevoli, ma entrambe prive delle prove di trazione, non esauriscono il dibattito né possono essere considerate verità incontestabili. Ricordato che tali approfondimenti sono stati disposti solo dopo l’approvazione del progetto che, per una scelta strategica miope e irrispettosa, aveva previsto l’abbattimento delle alberature esistenti senza motivazioni di carattere fitosanitario, vale evidenziare che la classificazione in categoria D non equivale automaticamente a una condanna a morte delle alberature, soprattutto in assenza di una valutazione sulle possibili misure di cura, consolidamento e riprogettazione dell’intervento. Esistono infatti interventi che, se solo ci fosse la volontà, consentirebbero di portare la classe di rischio da D o C/D a C. Affermare il contrario significa scegliere deliberatamente la strada più corta, non necessariamente la più corretta».

«LA DIFESA DEL VERDE UNA SCELTA FONDATA SU EVIDENZE SCIENTIFICHE»

«È inaccettabile sostenere che le osservazioni del Comitato e dei cittadini si basino su valutazioni “non peritali”, come se la partecipazione civica fosse un intralcio anziché un valore costituzionalmente tutelato - sottolinea il comitato - Difendere il verde urbano non è un atto emotivo o ideologico, ma una scelta fondata su evidenze scientifiche ampiamente riconosciute: gli alberi maturi svolgono funzioni ecosistemiche che nessuna piantumazione compensativa potrà garantire nel breve e medio periodo. La proposta di espianto, ricollocazione e nuova piantumazione, pur presentata come misura migliorativa, non compensa la perdita del patrimonio arboreo esistente e non risponde alle criticità ambientali e climatiche che le nostre città stanno vivendo. Un albero adulto non è sostituibile né replicabile nei tempi della politica o dei finanziamenti. Peraltro ci si consenta di dubitare dell’effettiva possibilità che i 12 lecci “maturi” che l’amministrazione ha, su nostro disperato suggerimento a dire il vero, deciso di reimpiantare nei marciapiedi laterali della piazza, possano effettivamente attecchire in quanto va considerato che il terreno sottostante, compattato ed armato dalle radici degli alberi preesistenti e, essendo nel centro cittadino, saturo di infrastrutture dei sottoservizi, sarebbe un substrato di difficilissima penetrazione per gli apparati radicali di eventuali nuovi elementi arborei».

«UN PROGETTO FRAGILE»

«Anche il ricatto implicito della perdita dei fondi Pnrr non può essere accettato come argomento risolutivo - conclude il comitato - Le risorse europee del Pnrr (i cui 2/3 andranno restituiti dal governo italiano a far data dal 2032) nascono per migliorare la qualità della vita e la sostenibilità delle città nell’ottica di una transizione ecologica e una rivoluzione verde per contrastare gli effetti climatici, e non certo per giustificare interventi irreversibili e discutibili. Un progetto che non ammette correzioni e alternative e che, peraltro, non risolve i problemi del mercato, come candidamente ammesso dal primo cittadino, non è un buon progetto, ma un progetto fragile».

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