Cerca
11 Gennaio 2026 - 18:08
CIVITAVECCHIA – L’ex sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei accende un faro sul futuro della centrale di Civitavecchia Torre Valdaliga nord. «Il conto alla rovescia per la demolizione della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord (Tvn) si è fermato a “Meno uno: riserva” - dice Tidei - Ma resta pur sempre un conto alla rovescia. Fredda o calda non cambia: il dome (il silos gigante per stoccare il carbone) è vuoto da mesi. Nel frattempo il porto di Civitavecchia ha preso una brutta china: scivola verso il basso scendendo dal 15° al 17° posto nella classifica nazionale con il rischio di veder sfumare in tutto o in parte i finanziamenti già programmati. Stupisce l’assenza di dibattito su cosa fare dopo. La politica sembra più interessata a farsi vedere che a fare. Soprattutto, pare che la cosa riguardi solo i 50mila abitanti di Civitavecchia e non gli altri cinquantamila che vivono nei comuni a meno di 18 chilometri». Eppure gli esempi non mancano: Rotterdam, Duisburg, Bremerhaven, Aarhus, Göteborg, Stoccolma, Anversa».
Cosa fanno i porti del Nord Europa
«Nei porti del Nord Europa - osserva Tidei - le vecchie zone industriali legate al carbone o al petrolio vengono ripulite e trasformate in moderni terminal container “green”, cioè ecologici. Prendete Duisburg in Germania: la “coal island” (isola del carbone), 240mila metri quadrati che scaricava 20 milioni di tonnellate di carbone l’anno, oggi è il Duisburg Gateway Terminal, hub container collegato alla Cina via ferrovia con treni green a idrogeno. Rotterdam nei Paesi Bassi ha rigenerato il Maasvlakte per un mega-terminal da 7 milioni di container all’anno, con banchine elettrificate (“shore power” o cold ironing: le navi si attaccano alla corrente a terra e spengono i motori). Bremerhaven investe 3 miliardi in espansione green con eolico offshore. Risultato? Traffico triplicato, zero emissioni locali, migliaia di posti di lavoro».
Opportunità per Civitavecchia
«Immaginate - prosegue Pietro Tidei - l’area Tvn, 100 ettari liberi vicino al porto con fondali profondi 15 metri, diventa un terminal container da 2-3 milioni Teu (unità equivalenti venti piedi, standard container). Vicina a Roma e autostrade, intercetta merci dall’Asia per Centro Italia. Aggiungete idrogeno verde e cold ironing: attira armatori come Maersk, crea 1.500 posti fissi, genera 100 milioni annui di gettito. Basta silos neri, spazio per gru giganti».
Trasferire il modello: un piano passo dopo passo
«Partiamo dall’esperienza di Duisburg: tocca all’Enel bonificare l’area, come prevede il principio “chi inquina paga” del D.lgs 152/06, liberandola da scorie e contaminanti. E sarebbe il primo passo - sottolinea Tidei - Poi, come per i terminal crocieristici di Civitavecchia gestiti dal consorzio Rtc (Rome Terminal Crociere), si crea un consorzio per i container con Msc, Maersk e altri armatori: loro mettono i soldi per banchine, gru elettriche e tecnologie green, coprendo il 70% dei costi come a Rotterdam, dove pubblico e privato dividono equamente le responsabilità. Nel frattempo dovrebbe essrere l’Adsp (Autorità di Sistema Portuale) di Civitavecchia a presentare un masterplan al Mimit, puntando ad ottenere una Via (Valutazione Impatto Ambientale) accelerata coi fondi Pnrr: gare bandite in 6 mesi, lavori entro il 2027. Ultimo punto: La Regione Lazio dovrebbe dire la sua, interviene per sbloccare finanziamenti Ue TenT (Rete Transeuropea Trasporti), coordinando gli enti locali da Tarquinia a Santa Marinella per un’ occupazione vera e duratura. Così un progetto trova gambe: crociere potenziate con pacchetti turistici enogastronomici e termali venduti a bordo, ro-ro con Corsica Ferries e piazzali per semirimorchi, cantieristica con bacini per riparazioni navi e demolizioni green contro Turchia e India».
Pianificazione e logistica: pensando in grande
«Ora immaginate di pianificare sul serio - conclude Pietro Tidei - uniamo le aree Tvn al retroporto per magazzini, interscambio ferro-gomma e un hub per idrogeno verde da eolico galleggiante nel Tirreno. Ripristiniamo la storica ferrovia Civitavecchia-Orte, già finanziata, per merci e passeggeri dei traghetti, e prolunghiamo la ferrovia fino a Fiumicino (mancano 600 metri di binario) collegando aeroporto e navi da crociera con una stazione interna al porto. Stiamo pensando alla Logistica 4.0: droni per inventari, intelligenza artificiale per ottimizzare i container, zero emissioni entro 2030. Così Civitavecchia risolve anche il calo merci – dal 15° al 17° posto nazionale, ma +14% container nel 2025 – salendo al top 5 italiano. Crociere leader con 1,9 milioni di passeggeri semestrali, ro-ro rinforzato, cantieri navali con Terni per acciai, e container che volano grazie a fondali profondi e spazi ex Tvn per super-navi. Un motore per 100mila abitanti, non chiacchiere. Mentre, e lo dico da ex sindaco, è giusto iniziare a farsi la domanda se c’è da queste parti una classe politica all’altezza delle opportunità e del momento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Edicola digitale
I più letti
QUOTIDIANO LA PROVINCIA
Editore: EDITORIALE LA PROVINCIA Soc. Coop., c.f. 09106271001 - Reg. Tribunale di Civitavecchia n°14/05 - ISSN 2038-5005 Redazione: Via Annovazzi, 15 - 00053 Civitavecchia. Tel. 0766.503027 - Fax 0766.581316 - Direttore Responsabile ALESSANDRA ROSATI - Testata beneficiaria dei contributi per l'editoria D.Lgs. 70/2017 - Soggetto deputato al trattamento dei dati personali: Cristiana Mori - La riproduzione di tutti i contenuti del sito è vietata senza il consenso scritto dell'editore