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Viterbo: l’ultimo saluto a Luciano Di Pietra

Viterbo: l’ultimo saluto a Luciano Di Pietra

«Luciano era una persona solare ed empatica, oltre al suo impegno professionale in banca la sua vita è stata caratterizzata dalla passione per la famiglia e per gli animali».

Don Luigi Fabbri ha ricordato così Luciano Di Pietra, il 75enne investito e ucciso insieme al cane Giasone la sera dell’Epifania in via Rossini, durante l’omelia per i suoi funerali.

Oggi pomeriggio nella chiesa di Santa Maria della Grotticella, amici, ex colleghi e conoscenti si sono stretti intorno alla sua famiglia per l’ultimo saluto a un uomo stimato e amato da molti.

Il parroco ha parlato del dolore di questa perdita, «un dolore forte - ha detto - per un distacco improvviso e serve luce per mantenere viva la speranza».

E poi, rivolto ai familiari, «in questi giorni avete sentito tante parole, parole di vicinanza e solidarietà. Sentire questo tipo di supporto in queste situazioni - ha proseguito don Fabbri - è come una carezza, questi momenti tragici diventano un appello forte per riscoprire la bellezza del sentirsi uniti, dell’importanza di un abbraccio. Nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio, l’amore è quello che resta sempre in qualsiasi situazione, anche quando tutto scompare. Il senso della vita è tutto qui, amare e ricevere amore».

E a proposito di amore il parroco ha ricordato il legame profondo tra Luciano Di Pietra e il cane Giasone: «inseparabili in vita e nella morte».

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