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Viterbo: braccianti sfruttati nei campi, i fratelli Calevi davanti al gup

Viterbo: braccianti sfruttati nei campi, i fratelli Calevi davanti al gup

È prevista per oggi l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Viterbo per Alberto e Stefano Calevi, titolari dell’omonima azienda agricola. I due fratelli sono finiti al centro di un’inchiesta per capolarato. Il pm, Massimiliano Siddi, a conclusione delle indagini, ha chiesto il loro rinvio a giudizio.

Sotto la lente degli investigatori sono finite le condizioni di un centinaio di braccianti agricoli. Nel 2024 la loro azienda era stata sottoposta a un sequestro preventivo. Secondo l’accusa i due imprenditori avrebbero sottoposto i lavoratori a “condizioni di sfruttamento, impiegandoli in gravosi lavori agricoli e approfittando del loro stato di bisogno, determinato dalle precarie situazioni economiche e familiari in cui stavano, trattandosi, nella gran parte dei casi, di cittadini extracomunitari in condizione di povertà, con familiari che vivevano nei paesi d’origine e che avevano come unica fonte di sostentamento l'attività lavorativa svolta dai congiunti in Italia”.

Ai due fratelli viene contestato anche la “reiterata violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale e alle ferie. I lavoratori svolgevano giornalmente turni compresi tra le otto e le dodici/tredici ore, con lavoro straordinario svolto sistematicamente oltre il limite consentito. Talvolta hanno lavorato di domenica e non c'è riscontro alcuno sulle buste paga. Quasi tutti, qualora avessero usufruito di giorni di ferie, non sono stati retribuiti”.

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