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14 Gennaio 2026 - 18:08
CIVITAVECCHIA – Il futuro delle centrali a carbone di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia, e di Brindisi, resta sospeso tra la transizione energetica annunciata e le esigenze di sicurezza del sistema nazionale. È quanto emerge dalle risposte fornite dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del question time alla Camera, chiamato a rispondere a diverse interrogazioni sui costi dell’energia, sul quadro regolatorio del settore e, in particolare, sul destino degli impianti ancora legati al carbone.
Pichetto Fratin ha confermato che il Governo intende proseguire nel processo di transizione energetica. Tuttavia, ha chiarito che le centrali di Brindisi e Civitavecchia restano al momento in assetto di “riserva fredda”, pronte a entrare in esercizio in caso di emergenze legate all’approvvigionamento del gas naturale. «Fermo restando il percorso di riqualificazione industriale delle aree interessate – ha spiegato il ministro – il Mase sta conducendo valutazioni tecniche più approfondite sulle condizioni e sui requisiti di natura tecnica, regolatoria ed economica relativi alla riserva fredda, nel rispetto delle norme europee, al fine di salvaguardare il profilo strategico degli impianti in un contesto ancora caratterizzato da forti elementi di incertezza». Sul fronte della riconversione, Pichetto Fratin ha assicurato che il Governo è pronto a facilitare qualsiasi percorso di riqualificazione industriale delle aree di Brindisi e Civitavecchia, senza che ciò pregiudichi le valutazioni sulla sicurezza energetica del Paese. Il ministero dell’Ambiente, ha aggiunto, partecipa al tavolo di coordinamento istituito presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di definire, attraverso un accordo di programma, un percorso capace di coniugare sicurezza energetica e progressiva riconversione industriale. Resta aperta anche l’ipotesi dello smantellamento degli impianti, qualora le condizioni lo consentano. Una possibilità che dovrebbe essere valutata nell’ambito del tavolo ministeriale, dove è già stata avviata la procedura per la nomina di un commissario ad hoc, anche per l’area di Civitavecchia.
Parole che non convincono Italia Viva. La consigliera regionale del Lazio e capogruppo Marietta Tidei parla di una risposta “del tutto insoddisfacente” e denuncia l’assenza di una strategia chiara per Torrevaldaliga Nord. «Il ministro – afferma – non ha assunto impegni concreti, limitandosi a ipotizzare il mantenimento dell’impianto in riserva fredda, senza indicare soluzioni alternative né tempi certi». Ancora più grave, secondo Tidei, la mancata chiarezza sulla nomina del commissario per la riconversione del sito: nessuna data e nessun nome. Uno scenario che rischia di essere il più penalizzante possibile per Civitavecchia e per l’intero comprensorio, con un impianto fermo e aree bloccate, indisponibili per qualsiasi altra progettualità. «Così – conclude – si negano sviluppo, investimenti e opportunità di lavoro a un territorio che da anni attende risposte concrete».
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