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Marietta Tidei: «Tvn, la Regione intervenga con urgenza»

Marietta Tidei: «Tvn, la Regione intervenga con urgenza»

CIVITAVECCHIA – Le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, pronunciate durante il question time alla Camera, aprono per Civitavecchia “lo scenario peggiore possibile”: quello della cosiddetta riserva fredda. A sostenerlo è Marietta Tidei, capogruppo di Italia Viva al Consiglio regionale del Lazio, che torna ad intervenire duramente sul futuro della centrale di Tvn. Secondo Tidei, la scelta prospettata dal Governo equivale a un doppio blocco per il territorio. Da un lato un impianto completamente inattivo, con ricadute occupazionali minime se non nulle; dall’altro l’indisponibilità delle aree per qualsiasi ipotesi di riconversione o progettualità alternativa. «In altre parole – denuncia – tutto fermo, tutto bloccato». Uno scenario che, a suo giudizio, non arriva come una sorpresa. «Era prevedibile – afferma – e le risposte del Governo si sono rivelate ancora una volta assolutamente insoddisfacenti». Tidei parla apertamente di mesi di «prese in giro colossali», tra tavoli istituzionali al ministero delle Imprese e del Made in Italy che non hanno prodotto risultati concreti e promesse rimaste sulla carta. Il risultato, oggi, sarebbe il congelamento delle manifestazioni di interesse già presentate, destinate a non avere seguito proprio a causa dell’indisponibilità delle aree.

Nel mirino della capogruppo di Italia Viva finisce anche il nodo delle compensazioni economiche. Se, come emerso, a Enel vengono riconosciuti circa 60 milioni di euro l’anno per mantenere l’impianto in stato di “disponibilità”, Tidei giudica “inaccettabile” che una parte di queste risorse non venga destinata anche al Comune di Civitavecchia. «La città – sottolinea – sta pagando un prezzo altissimo in termini di opportunità negate: si ritrova con un impianto spento e un’area di fatto inutilizzabile». Da qui la richiesta di aprire una “battaglia vera” per il riconoscimento di risorse economiche al territorio. Una misura che Tidei definisce il minimo indispensabile, pur consapevole che non basterà a risolvere il dramma del lavoro e delle imprese legato alla fine della stagione del carbone.

L’appello è rivolto all’intera città e alle istituzioni regionali. Serve, secondo Tidei, uno “scatto d’orgoglio” e una mobilitazione reale del territorio, non fatta di rituali formali o dichiarazioni di circostanza. E un ruolo più incisivo viene chiesto anche alla Regione Lazio: «La coerenza con il Governo – avverte – non può tradursi nel silenzio».

Il messaggio finale è netto: Civitavecchia ha già dato molto al sistema energetico nazionale e non può continuare a pagare il prezzo dell’indecisione del Governo e delle esigenze del Paese. «A quelle esigenze – conclude Tidei – questo territorio ha già risposto per decenni. Ora servono scelte chiare e rispetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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