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«Turismo al palo, serve una svolta»

«Turismo al palo, serve una svolta»

«MONTEFIASCONE è una città straordinaria. Custode di storia millenaria, la sua Via Cassia romana, il Lago di Bolsena, la Rocca dei Papi, la Basilica di Santa Margherita e i celebri vini Est! Est!! Est!!!, rappresentano un patrimonio enogastronomico, culturale e religioso unico. La città si trova lungo la Via Francigena, a circa 100 km da Roma, e davanti alla Chiesa medievale di San Flaviano converge un incrocio unico di percorsi storici, dove le direttrici della Via Francigena e della Via Romea Germanica si incontrano. Un tesoro storico e culturale di valore inestimabile che Montefiascone, purtroppo, non è riuscita a valorizzare. E noi vogliamo far diventare il punto più importante di tutti, proponendola come la “Capitale della Francigena”, lo abbiamo detto al congresso del 2 febbraio 2025 e continuiamo a ribadirlo con forza». Lo sostiene Mirko Zuffi, presidente del Circolo di Fratelli d’Italia. «Negli ultimi anni - spiega - il turismo nella nostra città è rimasto immobile, incapace di trasformare le sue potenzialità in risultati concreti. L’attuale gestione del settore turistico ha dimostrato mancanza di visione politica, evidenziata dalla totale assenza di strategie strutturate e dalla scarsa capacità di attrarre risorse e investimenti. Montefiascone non era presente alla BIT di Milano nemmeno quest’anno, un importante evento nazionale per promuovere territori e attrarre investimenti, e le risorse ottenute in quasi cinque anni di amministrazione di sinistra, sono irrisorie rispetto al potenziale della città e ai risultati concreti ottenuti dai comuni limitrofi. L’immobilismo si è manifestato in modo ancora più evidente durante il passaggio dei pellegrini nell’anno Giubilare, un evento di portata globale che si compie ogni 25 anni e che ha visto la Regione Lazio impegnata con grande capacità, riportando vigore e riconoscendo l’importanza della Tuscia nel suo programma. Si stimava la presenza di 35 milioni di pellegrini a pochi chilometri da Montefiascone, un’occasione straordinaria per attrarre turismo e creare indotto. Eppure, Montefiascone non è stata in grado di sfruttare nemmeno questa opportunità. Non si è notato alcun tentativo concreto di valorizzare le eccellenze locali, di strutturare percorsi culturali e turistici integrati, né di coinvolgere esperienze e competenze preziose, come quelle del dottor Trapè, che rappresentano un patrimonio culturale unico per la città. Turismo e Cultura, due facce della stessa medaglia, continuano a viaggiare disgiunti, negando alla città un futuro all’altezza del suo valore - prosegue Zuffi -. Montefiascone non può più permettersi improvvisazione. È necessario un cambio radicale nell’approccio, con una strategia chiara e coerente che unisca la promozione dei percorsi storici, della Via Francigena e dell’incrocio unico di San Flaviano, lo sviluppo di percorsi enogastronomici, sportivi e religiosi, la partecipazione ai principali eventi nazionali e internazionali, e l’attivazione di fondi europei, regionali e ministeriali».

«Il turismo non è un dettaglio: è economia, lavoro e futuro. Montefiascone ha bisogno di una guida con visione, capacità di coordinamento e coraggio politico, capace di trasformare le straordinarie potenzialità della città in risultati concreti e duraturi. Il tempo dell’immobilismo è finito: la città deve guardare avanti e unire Turismo e Cultura in una strategia vincente per il quinquennio 2027-2032», conclude Zuffi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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