Cerca

Asl Roma 4 e sindacati ai ferri corti: «Presidi al collasso»

Asl Roma 4 e sindacati ai ferri corti: «Presidi al collasso»

CIVITAVECCHIA – «Da punto a capo. La Dottoressa Rosaria Marino si prodiga sulla stampa, mentre tutto crolla».

Inizia così una nota di Emanuela Nucerino e Alessandro Mattei, Segretari della FP CGIL e UIL FPL della Provincia Nord di Roma che tornano sulla situazione Asl Roma 4 dopo la lettera inviata dal Sindaco a Rocca e la risposta dei vertici aziendali in merito.

Asl Roma 4, troppe criticità: Piendibene scrive a Rocca

«Dopo la nostra dura e puntuale denuncia pubblicata sulla stampa – ricordano -, anche Marco Piendibene, sindaco di Civitavecchia e presidente della Conferenza dei sindaci del distretto sanitario, ha manifestato, tramite una lettera al Presidente della Regione Lazio, la situazione di assoluta criticità nella quale verte l’Asl Roma 4. A tutto questo la risposta della direttrice generale, la dottoressa Marino, non è stata una convocazione di urgenza con tutti gli attori in campo, ma l’ennesima levata di scudi affidata alla cronaca. Un teatrino già visto e inopportuno per chi è chiamato, almeno in teoria, ad amministrare il servizio sanitario regionale nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e di tutta la cittadinanza. Oltre a una questione di forma, la dottoressa Marino ha già testimoniato la sua idiosincrasia per il confronto con i sindacati e le parti sociali, il problema è di sostanza. La risposta della Direttrice descrive un mondo che non esiste e non si assume le responsabilità di una politica di gestione sbagliata e che sembra orientata al restringimento del perimetro del pubblico».

Asl Roma 4, la replica della dg: date, cantieri e concorsi

«Mentre – continuano i Segretari – i presidi sanitari del territorio, tra tutti il Padre Pio di Bracciano e il San Paolo di Civitavecchia, sono al collasso per mancanza di personale; mentre la scelta di non prorogare i contratti con le cooperative Nuova Sair e Acapo determinerà un’emorragia di personale sociosanitario e amministrativo con un quasi certo rischio di rallentamento, se non paralisi, del servizio; mentre le normali relazioni sindacali sono disattese, la dottoressa Marino dà una ricostruzione parziale e opaca della situazione e delle risposte in essere. La Direttrice dichiara alla stampa cento nuove assunzioni nell’anno corrente. Noi, così come tutti quei cittadine e cittadini che confidano nell’Asl per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute, vorremmo conoscere questo fantomatico piano assunzionale: che figure professionali, quali risorse, per quali strutture e con che tempi. Se fossero chiari i fabbisogni assunzionali dell’Asl, forse queste domande potrebbero trovare una risposta; ma la dottoressa Marino è troppo impegnata a fare appelli per la disintermediazione dei rapporti con chi lavora piuttosto che a costruire, nel dialogo e nel confronto, una vera progettualità gestionale».

I sindacalisti spiegano di trovare «semplicemente vergognose – tuonano – le dichiarazioni tendenziose in merito all’Istituto Calamatta di Civitavecchia. Incolpando la cooperativa di inadempienza, ma tacendo che la decisione dell’Azienda sanitaria, da lei diretta, è stata quella di sospendere il servizio assistenziale, in rapporto uno a uno, anche per le persone disabili con alto bisogno assistenziale. Una scelta che ha del barbaro e che è stata già denunciata dalle famiglie delle assistite e degli assistiti tramite una lettera aperta all’Asl e ai giornali. Nella missiva le famiglie ribadivano che il lavoro professionale e amorevole del personale assistenziale della Cooperativa Melanie Klein rappresentava l’unica ricchezza dell’Istituto e ragione di serenità verso le sorti dei loro cari. La Dg tace tutto questo. Tace che ogni operatore dovrà seguire cinque assistiti, anche in condizioni gravissime, con un carico di fatica notevole e lesivo per la loro salute e per quella dei degenti».

Nucerino e Mattei annunciano che la misura è colma e che «le organizzazioni sindacali, le lavoratrici, i lavoratori, i pazienti e tutta la cittadinanza sono stanche di questa arroganza e di questa inadeguata gestione del servizio sanitario sul territorio. Servono risposte. La lettera scritta dai parenti dei degenti dell’Istituto Calamatta, le nostre (ormai quasi quotidiane) denunce e, per ultima, la formale ma durissima, lettera del Sindaco Piendibene testimoniano che quel rapporto fiduciario implicito tra le parti si è rotto. Siamo pronti – concludono - a tutto in difesa di chi lavora, della sanità pubblica e dei diritti costituzionali di tutta la cittadinanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia di Civitavecchia

Caratteri rimanenti: 400

Edicola digitale