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Asl Roma 4, la replica del Comune: «Servono risposte puntuali»

Asl Roma 4, la replica del Comune: «Servono risposte puntuali»

CIVITAVECCHIA – È stata resa pubblica la replica con cui il sindaco Marco Piendibene e la delegata alla sanità Marina De Angelis D’Ossat rispondono alla nota della direzione generale della Asl Roma 4 in risposta alla lettera del primo cittadino al presidente della Regione Lazio per segnalare criticità e vertenze, chiedendo precisazioni e ulteriori approfondimenti su profili organizzativi e livelli assistenziali.

Nel documento si sollecita un cronoprogramma verificabile per la piena attuazione dell’atto aziendale, si chiedono chiarimenti su posti letto e attivazione dei nuovi reparti, oltre a dati analitici sulle assunzioni 2025-2026. La lettera richiama anche segnalazioni su ritardi di farmaci, dispositivi e ausili, la vicenda Calamatta e l’urgenza sul Serd, proponendo infine l’istituzione di un tavolo permanente Asl – comuni.

LA LETTERA 

Oggetto: Riscontro alla nota della Direzione Generale ASL Roma 4 – precisazioni e richiesta di approfondimenti

Gentile Dottoressa Marino,

in riferimento alla Sua nota di replica, si ritiene doveroso formulare alcune precisazioni e rappresentare, con chiarezza e puntuale riferimento ai profili organizzativi richiamati, ulteriori richieste di approfondimento. Le osservazioni che seguono sono rese nell’esclusivo interesse del corretto funzionamento dei servizi e della piena tutela dei livelli assistenziali sul territorio della ASL Roma 4, nel rispetto del ruolo istituzionale della Conferenza dei Sindaci.

Con riguardo all’attuazione dell’Atto aziendale, si prende atto della Sua rappresentazione circa la necessità di completare l’iter regolamentare, incluse le “pesature” degli incarichi, nonché le consultazioni sindacali e del collegio dei sanitari. Tuttavia, non può sottacersi che l’Atto aziendale risulta approvato dalla Regione Lazio agli inizi di giugno 2025 e, dunque, formalmente attuabile da circa sette mesi. Sul punto, una fonte sindacale della dirigenza medica ha evidenziato testualmente quanto segue: “L’Atto aziendale è stato approvato dalla Regione agli inizi di giugno, quindi attuabile già da 7 mesi e non è stato fatto nulla. Quindi da 7 mesi potevano essere attivate le procedure per la UOC di Diabetologia, UOC di Oncologia, UOSD di Senologia e sicuramente altre del territorio, senza la necessità di aspettare le disposizioni della Regione, che ormai si dovranno tradurre con grande fretta, pena la decadenza delle strutture non ancora attivate”. La medesima fonte ha inoltre rappresentato una scansione temporale delle interlocuzioni sindacali che appare oggettivamente non coerente con la necessaria tempestività dell’azione amministrativa, riferendo: “Tra luglio ed agosto sono state inviate le richieste per il conferimento degli incarichi e solo il 10 dicembre i sindacati hanno ricevuto la convocazione per il giorno dopo per parlare dell’apposito regolamento. Scusandosi per il ritardo della convocazione frettolosa i sindacati sono stati riconvocati non la settimana dopo ma addirittura dopo ben 32 giorni (il 12 gennaio)”. Alla luce di ciò, si ribadisce l’esigenza che il cronoprogramma di piena attuazione dell’Atto aziendale e di copertura stabile degli incarichi sia definito con modalità verificabili, considerato che il protrarsi di incarichi “facente funzioni” incide sulla stabilità direzionale delle strutture sanitarie e amministrative.

Permane, inoltre, privo di riscontro puntuale un profilo da noi espressamente segnalato, relativo alla definizione dell’allocazione dei servizi ospedalieri alla luce della prossima attivazione di nuovi reparti e posti letto e dell’introduzione delle discipline previste dall’Atto aziendale. Anche su questo punto, la fonte sindacale richiamata ha posto un quesito di natura organizzativa, che si ritiene meritevole di risposta formale e circostanziata: “Si riducono i posti letto chirurgici ma si attivano le UOC di Urologia e di Otorino e dove li mettiamo i nuovi pazienti?”. Si richiede, pertanto, una illustrazione puntuale degli spazi, della dotazione di posti letto effettivamente disponibili, della collocazione delle nuove unità operative e delle misure organizzative adottate per garantire continuità e appropriatezza dell’assistenza.

Con riferimento alla riorganizzazione territoriale e alla strutturazione dei servizi, si conferma che la Direzione aziendale ha presentato in data 4 ottobre 2025 alla Conferenza dei Sindaci un quadro programmatorio generale. Ciò nondimeno, rispetto al documento programmatorio, permane la necessità di approfondire in modo puntuale e operativo quali siano, struttura per struttura, i servizi e le prestazioni effettivamente erogate, le tempistiche di attivazione, i servizi di supporto, i profili di accessibilità e collegamento (ivi inclusa la connessione con la viabilità e il trasporto pubblico) e, soprattutto, l’assetto dell’integrazione socio-sanitaria, incluso il previsto coinvolgimento del Terzo Settore. Tali elementi, infatti, impegnano direttamente le Amministrazioni comunali sul piano della programmazione e delle risorse complementari, che devono essere pianificate in coordinamento con l’Azienda sanitaria.

In coerenza con un’impostazione di leale collaborazione, si rinnova la proposta di istituire un tavolo permanente tra ASL e Comuni del territorio, finalizzato ad approfondire, con continuità e dettaglio, gli aspetti organizzativi ed operativi sopra richiamati, consentendo una partecipazione effettiva delle Amministrazioni comunali, anche in ragione del ruolo attribuito dalla normativa alla Conferenza dei Sindaci, come richiamato nello stesso Atto aziendale.

In merito ai dati sul personale riportati nella Sua nota, si rappresenta che essi risultano di non immediata interpretazione e, pertanto, si richiedono precisazioni analitiche. In particolare, con riferimento alle 60 unità di personale medico assunte nel 2025, si chiede di indicare le discipline e le sedi di assegnazione. Con riferimento alle 85 unità assunte nel 2025 tra personale infermieristico e OSS, si chiede di specificare la ripartizione numerica tra le due qualifiche, le sedi di destinazione e se tali valori tengano conto dei cessati dal servizio e delle dimissioni intervenute nel medesimo periodo. Quanto alle 30 unità amministrative, si chiede di chiarire se tale numero sia riferito esclusivamente al 2025 o se coincida, in tutto o in parte, con le unità che risultano recuperate e operative nel 2026, evitando in tal modo possibili duplicazioni di conteggio. Con riferimento, infine, alle circa 100 assunzioni previste per il 2026, si chiede di dettagliare la composizione per profili professionali, evidenziando quante unità siano riferibili all’avviso da Lei richiamato (30 unità) e quali siano le restanti (circa 70 unità), precisando se si tratti di medici, infermieri, OSS o altre figure. Si chiede inoltre di chiarire se la dotazione complessiva prevista sia ritenuta sufficiente tenuto conto del personale necessario per la piena operatività degli Ospedali e delle Case di Comunità, nel numero stabilito dalla normativa vigente.

Sempre sul versante organizzativo-amministrativo, pur prendendo atto della Sua valutazione secondo cui la nuova organizzazione logistica non determinerebbe disfunzioni, si rappresenta che la fonte sindacale sopra richiamata ha segnalato che “da subito sono apparse le prime crepe”. Si ritiene quindi opportuno prevedere un monitoraggio strutturato e trasparente degli impatti organizzativi, a tutela della continuità dei servizi.

Con riferimento alle segnalazioni relative ai ritardi nell’erogazione di farmaci, dispositivi sanitari e ausili protesici, si ribadisce che esse risultano reiterate e provengono sia da pazienti sia da operatori sanitari. Tali segnalazioni trovano riscontro anche nella fonte sindacale citata, che riferisce “gravi ritardi nella consegna di materiali nelle sale operatorie”. Si ritiene pertanto necessario acquisire un riscontro formale e oggettivo sulle tempistiche di approvvigionamento, sulle eventuali criticità procedurali e sulle misure adottate per prevenirne la reiterazione, considerato l’impatto diretto che tali ritardi determinano sulla qualità assistenziale e sulla serenità dei cittadini.

Con riguardo alla struttura residenziale Calamatta, si prende atto della Sua precisazione circa l’inadempienza della Cooperativa affidataria del servizio, aggiudicataria nel 2023, nonché della scadenza contrattuale indicata al 28 febbraio 2026. Ciò nondimeno, la vicenda evidenzia, in termini oggettivi, la necessità di garantire, in qualità di Responsabile, un’adeguata e personalizzata assistenza ai degenti affetti da patologie severe, assicurando come previsto dalla legge anche un attento controllo della qualità dell’assistenza stessa da parte della ASL. Resta tuttavia un profilo che richiede chiarimento: dalla Sua nota emerge che la Direzione generale non sembra aver avuto piena contezza della riduzione del livello assistenziale lamentata. Ciò lascerebbe intendere, alternativamente, che non vi sia stato un preliminare confronto adeguato con la Cooperativa affidataria, oppure che, pur in presenza di criticità note o prevedibili, non sia stato effettuato un controllo sufficientemente efficace della qualità del servizio, anche nella fase successiva al ritiro del personale aziendale inviato a supporto. Entrambe le eventualità hanno generato una condizione oggettivamente pericolosa per i pazienti e grave sul piano gestionale. Si evidenzia che solo grazie alle segnalazioni e alle denunce dei familiari tale criticità è emersa nella sua reale portata. Proprio per evitare conseguenze pericolose e gravi, il Sindaco è intervenuto prontamente, assicurando ai familiari il proprio interessamento affinché fosse garantita l’assistenza dovuta ai degenti del Calamatta in ragione della specifica patologia.

Si rinnova, inoltre, con particolare urgenza, la segnalazione relativa al SERD, rispetto alla quale non risulta fornito riscontro nella Sua nota. La situazione operativa, con un solo dirigente medico in servizio rispetto ai quattro previsti, comporta una riduzione significativa delle prestazioni e un marcato allungamento delle liste di attesa, con rischi potenzialmente molto gravi per l’utenza e per l’equilibrio complessivo del servizio. Si chiede pertanto un riscontro puntuale sulle misure organizzative e di reclutamento che si intendono adottare.

Da ultimo, con riferimento alla Sua richiesta di precisare quali siano i provvedimenti di spesa che, dalla lettura dell’Albo Pretorio, non apparirebbero afferenti al “core” aziendale, si conferma che tali elementi saranno sottoposti a valutazione in apposito incontro, nel quale sarà possibile esaminare gli atti con dettaglio e procedere a un confronto utile e trasparente.

Le presenti osservazioni non hanno carattere polemico, ma costituiscono l’esercizio responsabile delle prerogative istituzionali connesse al ruolo della Conferenza dei Sindaci e alla rappresentanza delle esigenze del territorio. Si resta pertanto disponibili alla definizione, in tempi rapidi, del tavolo permanente ASL–Comuni sopra proposto e alla calendarizzazione di un incontro di approfondimento sulle questioni evidenziate.

Cordiali saluti.

Il Sindaco di Civitavecchia

Dott. Marco Piendibene

La Delegata alla Sanità, Consigliera Comunale

Dott.ssa Marina De Angelis D’Ossat

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