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Mister Ceripa: «Spero che il Cerveteri torni a vincere a Ladispoli»

Mister Ceripa: «Spero che il Cerveteri torni a vincere a Ladispoli»

Dati alla mano, il Cerveteri non vince a Ladispoli da 35 anni. Un dato che pesa, anche se va ricordato che dopo il 1991, quando le due squadre si affrontarono in Serie D, il derby si è rigiocato soltanto nel 2010, nel campionato di Promozione.

Numeri sfavorevoli ai verdeazzurri, dunque, ma la storia riporta alla mente un pomeriggio rimasto scolpito nella memoria dei tifosi etruschi. Era la gara di 35 anni fa, decisa dal compianto Cordelli, e sulla panchina del Cerveteri sedeva Vincenzo Ceripa. Oggi ha 75 anni, è lontano dal calcio giocato, ma non dal Cerveteri, la squadra con cui ha costruito le sue fortune da allenatore.

Fu proprio Ceripa a guidare quella formazione alla vittoria in trasferta, nell’anno culminato con lo spareggio vinto contro il Giorgione e la storica promozione in Serie C2.

«Una vittoria pesante a Ladispoli, importantissima a poche giornate dalla conclusione del campionato. Un anno prima ero a Ladispoli e non la presero bene quando me ne andai», ricorda Ceripa.

«Spero che dopo 35 anni il Cerveteri torni a vincere domenica. In panchina c’è un mio ex giocatore al Civitavecchia, Marco Ferretti».

Parole di stima per l’attuale tecnico verdeazzurro: «Oltre ad essere stato un buon giocatore, era una persona estremamente seria, sempre al suo posto. Ne ricordo le qualità sia tecniche che umane».

Ceripa segue ancora oggi le vicende del Cerveteri, seppur a distanza: «Sto seguendo la squadra attraverso i social, c’è entusiasmo e ne sono contento per la famiglia che ci mette impegno sotto ogni punto di vista. Sarebbe una bella soddisfazione espugnare Ladispoli: i cerveterani, anche quelli lontani dal calcio, ci tengono con fierezza». Infine, uno sguardo che va oltre il rettangolo di gioco:

«Il derby tra due città vicine supera la gara sportiva. È un campanilismo bello e puro, anche dal punto di vista sociale e culturale. Spero che sia una domenica di sport per famiglie e bambini».

Un augurio che sa di memoria, appartenenza e speranza: rompere un tabù lungo 35 anni per scrivere una nuova pagina di storia verdeazzurra.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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