Cerca
19 Gennaio 2026 - 12:08
CIVITAVECCHIA – Nasce il Comitato “Fermiamo il megabiodigestore”.
«Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato l’ennesimo ricorso del Comune di Civitavecchia – scrivono i cittadini del costituendo Comitato in una nota -, si è tornato a parlare del megabiodigestore proposto dalla Società Ambyenta Lazio, di cui quota parte è della società Lamer che fa capo all’imprenditrice attiva sul territorio Angela Sampieri».
Il Comitato ricorda che si parla «di un impianto che prevede il trattamento di circa 120.000 ton/anno di FORSU (ovvero di rifiuti umidi, fanghi etc) la produzione di 8,3 milioni di metri cubi annui di biogas (gas gravemente climalterante) e la lavorazione di 5,5 milioni di metri cubi di anidride carbonica (CO₂) liquida, che comporterà un traffico stimato di oltre 70 mezzi pesanti al giorno (25.000 all’anno) attraverso il tessuto urbano cittadino, con diversi ed importanti impatti ambientali sull’intero territorio. Un impianto le cui tecnologie e i cui numeri impongono una valutazione approfondita e complessiva degli effetti sull’ambiente, sulla viabilità, sulla qualità dell’aria e sulla salute della popolazione, e che viene imposto al territorio dopo oltre 70 anni di servitù energetica pagata a caro costo, nonostante, fatto gravissimo, il parere contrario espresso del Sindaco, che in conferenza dei servizi , in qualità di massima autorità sanitaria cittadina, pose il veto di attivazione previsto del Regio Decreto 27 luglio 1934 n. 1265, della ASL e della Soprintendenza. Non si può inoltre non sottolineare che il megabiodgestore anaerobico di proprietà privata, ideato esclusivamente per fare profitto con i rifiuti, risulta totalmente estraneo alle esigenze del territorio che produce non più di 10.000 ton /a di rifiuto organico e ai piani di sviluppo dell’Amministrazione comunale che sta lavorando per un piccolo impianto di compostaggio aerobico pubblico, i cui fondi sono già stati individuati, modulato sulle esigenze del comprensorio».
Secondo il Comitato fermiamo il megabiodigestore «si potrebbero fare articolate analisi sulle diverse e molteplici responsabilità che originano la situazione attuale, sulle azioni intraprese o non intraprese dagli enti competenti, ed anche sulle recenti non accettabili prese di posizione, ma riteniamo che al momento non sia operazione utile a fare la cosa più importante per raggiungere l’obiettivo di fermare questo megaimpianto che Civitavecchia e i suoi cittadini non si meritano: ovvero unire la città TUTTA (Sindaco e Consiglio Comunale in testa) in una mobilitazione generale e permanente che faccia comprendere alla società proponente che non solo non è ben accetta in questo territorio, ma che non avranno, qualora decidessero di andare avanti, vita facile. Non potrà essere una sentenza del Consiglio di Stato a decidere il futuro della nostra città, a determinarne le scelte di politica ambientale facendo passare in secondo piano la tutela della salute della popolazione. E su questo non ci potranno essere mezze misure.
Per questo i cittadini e le cittadine di Civitavecchia – tuonano – si stanno organizzando in Comitato e a breve chiameranno la popolazione e i vari rappresentanti istituzionali alla mobilitazione generale. E ci aspettiamo che tutti rispondano».
La questione del biodigestore «rappresenta una sfida rilevante per il futuro di Civitavecchia. Affrontarla con serietà, rigore e responsabilità istituzionale è un dovere verso la comunità e le generazioni future».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Edicola digitale
I più letti
QUOTIDIANO LA PROVINCIA
Editore: EDITORIALE LA PROVINCIA Soc. Coop., c.f. 09106271001 - Reg. Tribunale di Civitavecchia n°14/05 - ISSN 2038-5005 Redazione: Via Annovazzi, 15 - 00053 Civitavecchia. Tel. 0766.503027 - Fax 0766.581316 - Direttore Responsabile ALESSANDRA ROSATI - Testata beneficiaria dei contributi per l'editoria D.Lgs. 70/2017 - Soggetto deputato al trattamento dei dati personali: Cristiana Mori - La riproduzione di tutti i contenuti del sito è vietata senza il consenso scritto dell'editore